
Si chiama “Dark Matter” il dodicesimo album da studio dei PEARL JAM, pubblicato lo scorso 19 aprile.
L’album è stato prodotto dal Grammy Award Andrew Watt, lo stesso che negli ultimi anni ha lavorato anche con Iggy Pop, MAROON 5, Post Malone ed i ROLLING STONES.
È stato registrato in tre settimane presso i mitici Shangri-La Studios di Malibu, California.
Il design della copertina è firmato dal fotografo Alexander Gnezdilov, realizzato mediante la tecnica del light painting.
Già ad un primo ascolto “Dark Matter” si rivela decisamente migliore rispetto all’album precedente “Gigaton” (2020), dove Eddie Vedder e compagni, nel tentativo di voler sperimentare qualcosa di nuovo, hanno ottenuto invece la delusione dei fan e della critica.
Con “Dark Matter” i PEARL JAM ritrovano la loro identità, facendo quello che hanno fatto sempre, e forse questo si presenta, come dichiarato dallo stesso Vedder ,“il loro migliore lavoro negli ultimi vent’anni”.
La voce di Eddie, ancora così forte e versatile, commuove, mentre gli altri membri della band – Matt Cameron, Jeff Ament, Mike McCready e Stone Gossard – suonano in maniera impeccabile.
L’album inizia in dissolvenza per poi esplodere vigoroso con il primo brano “Scared Of Fear”. Per un momento la tensione rallenta con “React, Respond”, che non sembra nulla di nuovo, al quale seguono subito una carrellata di brani tutti decisamente notevoli fino all’ultimo, “Setting Sun”, che chiude l’album.
Su tutti il più riuscito è di certo “Waiting For Stevie”, dedicato a Stevie Wonder, che ci riporta alle atmosfere pure del grunge degli anni Novanta.
La critica spesso non è clemente nei confronti di questa band, formatasi a Seattle nel 1990. Per molti i PEARL JAM ripetono sè stessi nel tentativo di rimanere ancora in piedi, finendo per essere solo lo spettro di quello che erano un tempo.
A nostro giudizio, nel complesso, questo ultimo album è un buon prodotto. È un disco senza particolari pretese. Il produttore Andrew Watt, dal canto suo, è bravissimo nel mettere in evidenza ogni caratteristica dello stile della band e della voce di Eddie Vedder, così come ha già fatto recentemente per “Hackney Diamonds” dei ROLLING STONES (2023).
Se entrerà nella storia non saremo noi a dirlo, per ora godetevi un buon ascolto.